Ceste

Più che oggetti, queste ceste sono espressione di una intera cultura e modo di vivere. Esse nascono con utilità precise (riporre e conservare cibo, raccogliere la farina di manioca, trasportare oggetti e in certi casi persino bambini), ma la loro bellezza è tale che oggi assumono anche un valore artistico-decorativo, che coniuga funzionalità ed estetica.

Sono realizzate a partire da fibre vegetali che vengono strette e intessute a mano, creando particolari geometrie e disegni simbolici. Sia i materiali che le tecniche di lavorazione utilizzate si traducono in un intreccio molto fitto e resistente, considerato tra i migliori al mondo.

Al momento sono coinvolti 3 popoli indigeni del Venezuela:

    • la comunità Warao, collocata soprattutto lungo le rive del Delta dell’Orinoco, che tesse in fibra di Moriche (Mauritia flexuosa Linn) con la tecnica a spirale
    • la comunità Yanomami, stanziata in Amazzonia al confine tra Venezuela e Brasile, che tesse in fibra di Bejuco Mamure (Anthurium flexuorum)
    • la comunità Piaroa, nell’Amazzonia venezuelana, che tesse in fibra di tirite (Ischnosiphon arouma) e intreccia con la tecnica del twill, che genera un motivo diagonale

Il colore dei manufatti è quello originale della fibra stessa; dove sono presenti decorazioni, le tinture sono naturali, estratte da radici, semi e/o frutti.

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